LABRADOR RETRIVER

Un incontro  casuale con questa razza, mi ha entusiasmato e fatto capire il valore di un cane, poi per le sue caratteristiche di specie mi ha coinvolto  al punto che senza un labrador non potrei stare!

Come tutte le cose inizi così, i miei primi due labrador sono stati presi come cani da vera e propria compagnia, giusto per il piacere di averli in casa, anche se da parte mia era un tabù. Pensavo che tutti i cani a seconda della loro razza, fossero  uguali, senza particolari distinzioni, ma già dal primo, ho capito che c’era qualcosa effettivamente di diverso.  Ho presto capito,nello specifico di un labrador, che non era solo “bello” come il più delle volte negli spot pubblicitari appare, ma  la caratteristiche di specie che questa razza offre sono da valorizzare. Osservando le varie tipologie cominci ad avere preferenze, vedi  che esistono strutture diverse, diversi caratteri , poi continui ad approfondire e cominci a vedere che  sulle discendenze esistono moltissime linee di sangue, dove ti accorgi, che all’interno di esse hanno comunque delle familiarità, per cui nella lettura dell’albero genealogico, questo ti porta ad orientarti a quello che più ti si addice. Ora, quel “ ho capito che c’era qualcosa di diverso” era ben chiaro. Quella diversità me l’aveva fatta capire Stefano titolare dell’affisso BLUVEIL, che con molta difficoltà mi diede un suo cucciolo, quindi capii che gli allevatori  non sono uguali. C’è chi lo fa solo ed esclusivamente per vendere un cucciolo e chi lo fa per il piacere e la soddisfazione che il lavoro di selezione comporta,specialmente quando da molte persone ti viene valorizzato.  Non sapendone niente a quel tempo (1997), era iniziato il gran momento di Ophelia, una Labrador che non saprei ora come ora descrivere, ma che aveva colpito tutto quel che riguardava l’ambiente espositivo e non. Allora non avevo confidenza con Stefano, ma mi sarebbe piaciuto avere un cucciolo, e diciamo che come mio primo cane, terzo in realtà,ma primo perché   non era solo il piacere del primo cane, ma qualcosa di più , è stata un femminuccia, Trudy, figlia appunto di Ophelia e Cornlands Wellington.  Incominciai minimamente a valutare i cani, con gli occhi di chi vuole capirne qualcosa, ma come in tutto l’esperienza non c’era, non ero in grado di capire. In quell’anno 2000, purtroppo l’anno in cui mancò  Ophelia  me lo fece capire un breve articolo,un articolo che  dal mio punto di vista non venne fatto a caso, e che a modo mio ho capito. Da allora ce n’è passato di tempo, ho avuto anch’io le mie esperienze, dai primi 2 Club Show di Massa Finalese, al Top Labrador 2010 con Honey  e agli ultimi exploit del 2012 che sono stati veramente forti: Vice campionessa Mondiale di Salisburgo e al titolo di Campionessa Italiana. Oggi nella mia esperienza anche di lavoro con i retriever  prediligo molto il cane che rispecchia forti qualità e attitudini sia innate che caratteriali. Quello sconosciuto Stefano di allora, oltre che ad essere diventato un continuo bagaglio culturale dal quale attingere, mi ha dato la possibilità di collaborare con lui, i miei cani sono anche i suoi, nel quale non manca mai di dargli quel valore che ne attribuisce la qualità dell’allevamento.

Grazie Stefano!!!

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